Liquirizia per i capelli...

La liquirizia non è solo una caramella: cosa fa davvero l’acido glicirretinico sul cuoio capelluto

Per la maggior parte delle persone la liquirizia è una caramella nera che divide il mondo in due fazioni. O la ami, o la trovi indecente. Quello che quasi nessuno sa — e che a te, come professionista, conviene sapere — è che dentro quella radice si nasconde una delle molecole più studiate e meglio documentate della cosmesi lenitiva: l’acido 18β-glicirretinico. Non è marketing. È farmacologia di base, finita su riviste dermatologiche serie. E riguarda da vicino il cuoio capelluto che osservi ogni giorno.

Chi è davvero l’acido glicirretinico

La pianta si chiama Glycyrrhiza glabra. Dalla sua radice si estrae la glicirrizina, il composto responsabile di quel sapore dolce e inconfondibile. Quando la glicirrizina viene metabolizzata, libera il suo principio attivo più interessante: l’acido 18β-glicirretinico, abbreviato in GA. È questa la molecola che la letteratura cosmetica descrive come dotata di proprietà anti-infiammatorie, antiossidanti, antimicrobiche e antiallergiche, impiegata in dermatologia per prurito, dermatite atopica, acne, fotoinvecchiamento e iperpigmentazione [1].

Tradotto: non un “ingrediente naturale” generico da banco, ma un attivo con un meccanismo d’azione preciso. Ed è proprio il meccanismo la parte elegante della storia.

Il trucco elegante: un “cortisone gentile” che non è cortisone

Il nostro corpo produce cortisolo, un anti-infiammatorio naturale potentissimo. Nella pelle però esiste un enzima — l’11β-idrossisteroido deidrogenasi (11β-HSD) — che spegne il cortisolo trasformandolo nella sua forma inattiva. In pratica è un interruttore che limita quanto a lungo il cortisolo può calmare l’infiammazione localmente.

L’acido glicirretinico fa una cosa furba: frena quell’enzima. Risultato? Il cortisolo che la tua pelle già possiede resta attivo più a lungo proprio dove serve. Non si aggiunge uno steroide dall’esterno: si lascia lavorare meglio quello che la cute produce già da sola.

Non è una teoria recente. Già nel 1990 uno studio pubblicato su Lancet dimostrava che l’acido glicirretinico potenzia l’attività dell’idrocortisone sulla pelle [2]; nel 1998 un lavoro su Archives of Dermatological Research confermava che inibire l’enzima 11β-HSD nella cute amplifica l’effetto anti-infiammatorio dei glucocorticoidi [3]. È esattamente per questo che il GA piace tanto a chi formula cosmetici lenitivi: ottiene un effetto calmante senza essere un farmaco steroideo e senza i suoi effetti collaterali.

Perché tutto questo c’entra con il cuoio capelluto

Qui il discorso si fa tuo. La maggior parte delle anomalie che incontri in salone — prurito ricorrente, rossore, sensazione di cute che “tira” o brucia, desquamazione, sebo sregolato, capelli che si assottigliano — condivide spesso una radice comune: uno stato infiammatorio della cute, talvolta evidente, talvolta silenzioso. Il follicolo vive immerso in un microambiente che deve restare in equilibrio per sostenere un ciclo del capello regolare. Quando l’infiammazione persiste, quel microambiente si altera.

Un attivo che agisce proprio sul versante infiammatorio, come l’acido glicirretinico, ha quindi un razionale solido per la cosmesi del cuoio capelluto: lenire, ridurre la reattività, accompagnare la cute verso una condizione di maggiore comfort e stabilità. È un linguaggio che un tecnico tricologo specializzato, formato con Accademia di Tricologia, riconosce perfettamente, perché è il cuore della tricologia olistica integrata: non spegnere il segnale, ma riportare equilibrio nel sistema che lo genera.

Le prove cliniche (quelle vere, non i “si dice”)

La parte che ti serve per argomentare con sicurezza è questa: sul cuoio capelluto e sulla pelle infiammata esistono studi clinici, non solo aneddoti.

Dermatite atopica. Uno studio clinico in doppio cieco su 60 pazienti ha confrontato un gel a base di estratto di liquirizia (all’1% e al 2%) contro un gel base. Il gel al 2% ha ridotto in modo statisticamente significativo rossore, gonfiore e prurito, risultando più efficace dell’1% nell’arco di due settimane [4]. Una radice dolce che calma una cute infiammata: con numeri, non con la fede.

Cuoio capelluto e dermatite seborroica. Uno studio pilota ha valutato uno shampoo contenente un complesso al 6% di acido glicirretinico in pazienti con dermatite seborroica del cuoio capelluto: dopo due settimane si è osservato un miglioramento significativo della qualità di vita correlata alla cute e della desquamazione aderente [5]. Ricordiamo che la dermatite seborroica del cuoio capelluto è associata a squilibrio del sebo e proliferazione di Malassezia: un terreno su cui le proprietà anti-infiammatorie e antimicrobiche del GA trovano senso.

E adesso il “ragionevole dubbio”: dolce, ma onesto

Qui ti chiedo di non spegnere il cervello, perché la differenza tra un professionista e un piazzista è tutta in questo paragrafo.

Primo: naturale non significa magico. L’acido glicirretinico funziona perché ha un meccanismo, non perché “viene da una pianta”. La stessa molecola, assunta in dosi massicce per via orale (pensa a chi mangia liquirizia a chili), può alzare la pressione: è lo stesso meccanismo sull’enzima, ma nel posto sbagliato e alla dose sbagliata. Applicata sulla cute, in concentrazioni cosmetiche, questo non è un tema. La lezione è sempre la stessa: conta la molecola, la dose e dove la metti.

Secondo, e più importante per la tua deontologia: gli studi clinici qui sopra riguardano condizioni (dermatite atopica, dermatite seborroica) trattate in contesti dermatologici, spesso con concentrazioni elevate. Un cosmetico non è un farmaco e non cura una patologia. Tu osservi, registri, accompagni: non diagnostichi e non prometti guarigioni. Una lozione cosmetica al cuoio capelluto lavora sul comfort, sulla sensazione di sollievo, sul riequilibrio percepito della cute — ed è già moltissimo, se detto con onestà. Se davanti a te c’è un quadro che sembra clinico, la mossa professionale è invitare la persona al confronto con la figura medica competente, non sostituirsi a essa.

Come trasformare tutto questo in argomento di vendita (serio)

È esattamente su questo razionale che si gioca una lozione come EQUILIBRIA, della linea ELEMENTHIA. Il nome dice già la strategia: non “guarire”, ma riportare equilibrio. Quando la presenti, non hai bisogno di promettere miracoli; ti basta spiegare il meccanismo. Puoi dire al cliente, in parole sue:

“Questa lozione lavora sul comfort del tuo cuoio capelluto. L’attivo derivato dalla liquirizia aiuta a lasciar agire più a lungo le difese anti-infiammatorie che la tua pelle già produce: meno sensazione di prurito e tensione, una cute più calma e in equilibrio. Non è un farmaco, è un cosmetico pensato per accompagnare la cute, non per coprire un sintomo.”

Questa frase fa tre cose insieme: è vera, è comprensibile e ti posiziona come qualcuno che sa di cosa parla. È la differenza tra chi vende un flacone e chi vende competenza. E la competenza, in tricologia, non si improvvisa: si costruisce con una formazione specifica, quella che distingue il tecnico tricologo specializzato dal collega che spera solo che il prodotto “funzioni”.

In sintesi

L’acido glicirretinico della liquirizia non è un ingrediente da bugiardino romantico. È un attivo con un meccanismo elegante — potenziare le difese anti-infiammatorie naturali della cute — documentato da studi dermatologici e clinici, con un razionale solido per il comfort e il riequilibrio del cuoio capelluto. Usato dentro un cosmetico, con le parole giuste e i limiti giusti, diventa un alleato e un argomento. Usato a sproposito, con promesse mediche, diventa un boomerang.

E tu, davanti a un cuoio capelluto che “brucia”: sai spiegare perché una radice dolce può calmarlo, o ti limiti a sperare che il prodotto faccia il suo lavoro al posto tuo?

______________________________________________________________________________________________________________________________________

Fonti

  1. Kowalska A, Kalinowska-Lis U. 18β-Glycyrrhetinic acid: its core biological properties and dermatological applications. Int J Cosmet Sci. 2019;41(4):325-331. doi:10.1111/ics.12548. PMID: 31099918.
  2. Teelucksingh S, Mackie AD, Burt D, McIntyre MA, Brett L, Edwards CR. Potentiation of hydrocortisone activity in skin by glycyrrhetinic acid. Lancet. 1990;335(8697):1060-1063. PMID: 1970372.
  3. Hennebold JD, Daynes RA. Inhibition of skin 11β-hydroxysteroid dehydrogenase activity in vivo potentiates the anti-inflammatory actions of glucocorticoids. Arch Dermatol Res. 1998;290(8):413-419. PMID: 9763302.
  4. Saeedi M, Morteza-Semnani K, Ghoreishi MR. The treatment of atopic dermatitis with licorice gel. J Dermatolog Treat. 2003;14(3):153-157. doi:10.1080/09546630310014369. PMID: 14522625.
  5. Wang YC, Tsai TH, et al. Evaluation of a new-formula shampoo containing 6% glycyrrhetinic acid complex for scalp seborrheic dermatitis: a pilot study. J Cosmet Dermatol. 2022;21(8):3215-3222. doi:10.1111/jocd.14623. PMID: 34792270.

Ciao,

Sono Elena Pozzan, Formatrice e Fondatrice di Accademia di Tricologia…

Per portare le  competenze ad un livello successivo diventa un TECNICO TRICOLOGO

COMPILA IL MODULO INFORMAZIONI

NON PERDERTI I PROSSIMI ARTICOLI