Gli studi clinici su postbiotici applicati al cuoio capelluto stanno crescendo in numero e qualità.
Fino a qualche anno fa, quando si parlava di cura del cuoio capelluto, il lessico era quasi sempre lo stesso: detergere, purificare, riequilibrare. Parole che evocavano un’idea di “pulizia” aggressiva, come se il cuoio capelluto fosse un territorio da sterilizzare. Oggi la prospettiva è cambiata. La dermocosmetica più avanzata non parla più di “eliminare batteri”, ma di preservare l’ecosistema. E al centro di questa rivoluzione ci sono tre parole che ogni professionista della tricologia dovrebbe padroneggiare: probiotici, prebiotici e postbiotici.
In questo articolo ci concentreremo sui due meno noti — prebiotici e postbiotici — che rappresentano oggi la frontiera più promettente nella formulazione di shampoo, lozioni e sieri per il cuoio capelluto.
Prima di tutto: facciamo chiarezza sui termini
C’è una confusione diffusa tra probiotici, prebiotici e postbiotici, anche tra gli addetti ai lavori. Una definizione semplice aiuta:
I probiotici sono batteri benefici vivi che contribuiscono alla salute dell’ospite. I prebiotici sono fibre non digeribili che nutrono i probiotici — come l’aglio e le banane che alimentano i batteri buoni dell’intestino. I postbiotici sono i sottoprodotti metabolici prodotti dai probiotici durante la fermentazione: enzimi e peptidi che rinforzano la barriera cutanea e modulano il sistema immunitario.
Per capire meglio, facciamo un parallelismo agricolo. Se il cuoio capelluto fosse un giardino:
- i probiotici sarebbero le piante che vogliamo coltivare;
- i prebiotici sarebbero il fertilizzante che le fa crescere forti;
- i postbiotici sarebbero i frutti e i fiori già pronti — il risultato tangibile del lavoro delle piante.
In cosmetica, questa distinzione è cruciale. Perché se i probiotici vivi sono difficili da formulare in modo stabile (i batteri vivono poco in uno shampoo!), prebiotici e postbiotici sono molto più adatti all’uso cosmetico: stabili, sicuri, efficaci.
Perché il cuoio capelluto ha bisogno di un ecosistema e non di una sterilizzazione
Il cuoio capelluto ospita una comunità microbica unica. La sua particolare disponibilità di ossigeno, contenuto di sebo, umidità, pH e abbondanza di follicoli piliferi creano un ambiente distinto per la proliferazione dei microrganismi. Tra i commensali fungini dominano i lieviti del genere Malassezia — in particolare M. restricta e M. globosa — che rappresentano il 90% dei generi fungini presenti.
Quando questo equilibrio si rompe, iniziano i problemi: forfora, dermatite seborroica, prurito, ipersensibilità, fino a conseguenze più serie sulla salute del follicolo.
Il problema è che molti shampoo tradizionali, invece di preservare questo ecosistema, lo distruggono. Il Sodium Lauryl Sulfate (SLS), un tensioattivo comune nei cosmetici, altera significativamente la diversità microbica, riduce l’abbondanza relativa dei batteri benefici sulla cute, aumenta la perdita transepidermica di acqua (TEWL) e compromette la funzione di barriera.
Tradotto: uno shampoo troppo aggressivo non “pulisce” soltanto il sebo in eccesso, ma rade al suolo anche i batteri buoni che proteggono il cuoio capelluto. È come diserbare un giardino con il napalm per togliere qualche erbaccia.
I prebiotici: il nutrimento per i batteri buoni
I prebiotici cosmetici sono molecole — in genere zuccheri complessi — che nutrono selettivamente i microrganismi benefici del cuoio capelluto, favorendone la proliferazione rispetto ai patogeni.
I prebiotici utilizzati nei prodotti per capelli includono l’inulina, l’alfa-glucano oligosaccaride e lo xilitolo, che contribuiscono al bilanciamento microbico.
Il prebiotico alfa-glucano oligosaccaride è stato dimostrato favorire la crescita sana del microbioma durante la detersione.
Altri prebiotici comuni in formulazione sono:
- Inulina — estratta dalla cicoria, selettiva per Lactobacillus e Bifidobacterium
- Frutto-oligosaccaridi (FOS) — dalla barbabietola o dalla canna da zucchero
- Xilitolo — zucchero alcolico con attività prebiotica e antibatterica selettiva
Il vantaggio di questi ingredienti è che non interferiscono con la formulazione: sono stabili, compatibili con tensioattivi delicati, non richiedono conservazione particolare. E soprattutto, lavorano in modo intelligente: non uccidono indiscriminatamente, ma spostano l’equilibrio verso i batteri “giusti”.
I postbiotici: la nuova generazione della cosmetica tricologica
Qui la ricerca ha fatto il salto più interessante. I postbiotici sono i metaboliti prodotti dai batteri probiotici durante la fermentazione — acidi organici, peptidi antimicrobici, lipidi, enzimi, frammenti di parete cellulare.
I postbiotici rappresentano un’evoluzione dei prebiotici: essendo le sostanze che i batteri producono per mantenere l’equilibrio del microbiota, hanno effetti benefici diretti sulla pelle e sul cuoio capelluto.
Il grande vantaggio cosmetico? I postbiotici non hanno bisogno di essere vivi. Questo li rende molto più stabili, sicuri e facili da formulare rispetto ai probiotici vivi.
I postbiotici più studiati in ambito cosmetico
Lactobacillus Ferment / Lactobacillus Ferment Lysate In ambito haircare, il Lactobacillus Ferment Lysate contribuisce alla salute del cuoio capelluto bilanciando l’ambiente microbico e può alleviare problemi come forfora e irritazione. Le sue proprietà antimicrobiche aiutano a mantenere un cuoio capelluto sano, mentre i suoi effetti lenitivi riducono prurito e fastidio.
Bifida Ferment Lysate Il Bifida Ferment Lysate (BFL) è l’estratto di fermentazione, metaboliti, frammenti citoplasmatici, componenti della parete cellulare e complesso polisaccaridico ottenuto dalla coltura, inattivazione e decomposizione del Bifidobacterium. Studi recenti hanno dimostrato che il BFL mostra una forte attività scavenger radicale e antiossidante, ed è in grado di ridurre l’espressione di citochine infiammatorie come IL-8, TNF-α e COX-2.
Saccharomyces Ferment (lievito fermentato) Ricco di aminoacidi, vitamine del gruppo B e peptidi bioattivi. Tradizionalmente usato in cosmetica coreana e giapponese.
Cosa dice la clinica: i dati su cuoio capelluto reale
Gli studi clinici su postbiotici applicati al cuoio capelluto stanno crescendo in numero e qualità.
Studio su cuoio capelluto sensibile (Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2023)
È stato studiato l’effetto dell’applicazione topica di un complesso postbiotico di Saccharomyces e Lactobacillus (SLFC) di origine himalayana sul microbioma del cuoio capelluto e sulla sindrome del cuoio capelluto sensibile. Donne di età compresa tra 30 e 45 anni sono state classificate in gruppo “cuoio capelluto sano” e gruppo “cuoio capelluto sensibile”.
Dopo 28 giorni di applicazione del complesso postbiotico, la proporzione di Malassezia nel gruppo con cuoio capelluto sensibile mostrava una diminuzione significativa rispetto al giorno 0, raggiungendo valori simili al gruppo con cuoio capelluto sano. Questo ha dimostrato come il postbiotico SLFC possa modulare efficacemente la diversità microbica — sia batterica sia fungina — del cuoio capelluto sensibile.
Fonte: Wang Y. et al., Effects of a Postbiotic Saccharomyces and Lactobacillus Ferment Complex on the Scalp Microbiome of Chinese Women with Sensitive Scalp Syndrome, Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2023. Consultabile su PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37767337/
Studio su forfora (Gallinée, 2021)
Uno studio clinico condotto sullo shampoo microbiome-friendly Gallinée, formulato con un complesso brevettato di prebiotici e postbiotici, ha dimostrato che su un periodo di quattro settimane il prodotto ha ridotto il numero e la dimensione dei fiocchi di forfora, portando a una riduzione complessiva del 60% della forfora.
Studio su alopecia areata (Dermatology and Therapy, 2020)
Uno studio ha valutato l’efficacia di un gel cosmetico simile al PRP contenente postbiotici sull’alopecia areata. Il gel — con ingredienti come plantaricina A e bee bread fermentato con Lactobacillus kunkeei — ha mostrato effetti antimicrobici, antiossidanti e immunomodulanti. Il gruppo di trattamento ha mostrato un cambiamento significativo dal valore basale del SALT (Severity of Alopecia Tool) a due e tre mesi di trattamento rispetto al gruppo placebo, nel quale non si sono osservati cambiamenti significativi.
Fonte: Rinaldi F, Trink A, Pinto D., Efficacy of Postbiotics in a PRP-Like Cosmetic Product for the Treatment of Alopecia Area Celsi: A Randomized Double-Blinded Parallel-Group Study, Dermatology and Therapy, 2020. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32468435/
Revisione sistematica: lo stato dell’arte
Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 (Alshalhoob et al., “The Gut-Scalp Axis: A Systematic Review of Dietary Interventions on Microbiome Dysbiosis in Scalp Disorders”) ha analizzato 14 studi clinici sull’uso di probiotici, prebiotici, sinbiotici e postbiotici nel trattamento di alopecia areata, alopecia androgenetica e forfora. I segnali convergono su una finestra terapeutica di 4-24 settimane entro la quale si accumulano miglioramenti clinicamente apparenti sui parametri del capello.
Questo dato è importantissimo per la pratica: i risultati non sono immediati. Servono settimane, anche mesi, di uso costante. Un’informazione che il professionista tricologico deve trasmettere chiaramente al cliente, evitando aspettative irrealistiche.
Come riconoscere un prodotto realmente formulato con prebiotici e postbiotici
Il marketing ha fiutato l’affare e oggi in etichetta si trova di tutto. Per il professionista è utile sapere cosa cercare realmente in INCI:
Prebiotici affidabili:
- Inulin
- Alpha-glucan oligosaccharide
- Fructooligosaccharides
- Xylitol
- Beta-glucan
Postbiotici affidabili:
- Lactobacillus Ferment
- Lactobacillus Ferment Lysate
- Bifida Ferment Lysate
- Saccharomyces Ferment
- Lactococcus Ferment
- Leuconostoc/Radish Root Ferment Filtrate (anche conservante naturale)
Campanelli d’allarme:
- Presenza simultanea di SLS/SLES in formula (annulla l’effetto prebiotico)
- Dichiarazioni generiche “con probiotici” senza specificare il ceppo
- Assenza totale di studi clinici a supporto
Una riflessione finale per il professionista tricologico
Prebiotici e postbiotici non sono una moda. Rappresentano un cambio di paradigma nella cosmetica del cuoio capelluto: dal “pulire tutto” al “preservare l’ecosistema”. Un cambiamento che si allinea perfettamente con la visione della tricologia integrata e olistica che ADT promuove da anni.
Ma attenzione: questi ingredienti non sono bacchette magiche. Funzionano all’interno di un approccio più ampio, che comprende la valutazione del cuoio capelluto, dello stile di vita, dell’alimentazione (ricordiamo l’asse intestino-cuoio capelluto trattato in un precedente articolo) e dell’equilibrio complessivo della persona.
Il professionista che conosce e utilizza correttamente questi strumenti oggi ha un vantaggio competitivo enorme: può offrire soluzioni realmente innovative, supportate da studi clinici, e costruire una narrazione scientifica credibile con il cliente.
Il futuro della tricologia cosmetica non è più antibatterico. È pro-ecosistema. E inizia oggi.
Elena Pozzan è formatrice specializzata in tricologia cosmetica integrata e olistica, fondatrice dell’Accademia di Tricologia.
Fonti principali:
- Wang Y. et al., Effects of a Postbiotic Saccharomyces and Lactobacillus Ferment Complex on the Scalp Microbiome of Chinese Women with Sensitive Scalp Syndrome, Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2023 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37767337/
- Rinaldi F., Trink A., Pinto D., Efficacy of Postbiotics in a PRP-Like Cosmetic Product for the Treatment of Alopecia Area Celsi, Dermatology and Therapy, 2020 — https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32468435/
- Wang L. et al., The pivotal role of Bifida Ferment Lysate on reinforcing the skin barrier function and maintaining homeostasis of skin defenses in vitro, Journal of Cosmetic Dermatology, 2023 — https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jocd.15831
- Sfriso R. et al., New Topicals to Support a Healthy Scalp While Preserving the Microbiome, Journal of Clinical and Aesthetic Dermatology, 2023 — https://jcadonline.com/new-topicals-to-support-a-healthy-scalp-while-preserving-the-microbiome-a-report-of-clinical-and-in-vitro-studies/
- Alshalhoob et al., The Gut-Scalp Axis: A Systematic Review of Dietary Interventions on Microbiome Dysbiosis in Scalp Disorders, Journal of Pakistan Medical Students, 2025 — https://jpmsonline.com/article/download/903/
- Applications of Probiotic Constituents in Cosmetics, PMC/NIH, 2023 — https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10574390/

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Sono Elena Pozzan, Formatrice e Fondatrice di Accademia di Tricologia…
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