Quello che mangi arriva al tuo follicolo: il ruolo degli alimenti fermentati nella salute del capello
C’è una domanda che mi viene posta spesso dai professionisti che formano nei miei corsi: “Ma Elena, quanto conta davvero l’alimentazione per la salute del capello?” La risposta è: molto più di quanto la cosmetica tradizionale abbia mai voluto ammettere.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a tracciare un filo sottile ma solidissimo tra quello che accade nel nostro intestino e quello che succede al nostro cuoio capelluto. Un filo che passa attraverso miliardi di microrganismi, molecole segnale e meccanismi immunitari. E al centro di questo scenario, tra i protagonisti più interessanti, ci sono gli alimenti fermentati.
L’intestino, un organo che parla ai capelli
Prima di capire perché il kefir o il miso possano fare qualcosa per i nostri capelli, è necessario fare un passo indietro e capire cosa sia il microbiota intestinale.
Immaginiamo l’intestino come una città enorme, abitata da trilioni di microrganismi — batteri, funghi, virus — che lavorano ogni giorno per digerire il cibo, produrre vitamine, regolare il sistema immunitario e tenere sotto controllo l’infiammazione. Quando questa città funziona bene, tutto il corpo ne beneficia. Quando va in crisi — per stress, antibiotici, dieta scorretta — le conseguenze si propagano ovunque, compreso il follicolo pilifero.
La proposta di un “asse cervello-intestino-follicolo pilifero” sta emergendo nella letteratura scientifica, suggerendo che la modulazione del microbioma attraverso i probiotici possa avere effetti positivi sui follicoli piliferi.
Non è fantascienza. È la nuova frontiera della tricologia integrata.
Quando l’intestino si squilibra, il capello ne risente
La disbiosi intestinale — cioè lo squilibrio tra batteri benefici e patogeni nell’intestino — non è solo un problema digestivo. Un microbiota sopraffatto da batteri “cattivi” genera infiammazione sistemica, e l’infiammazione del cuoio capelluto è in grado di danneggiare i follicoli piliferi. Quando il microbiota è squilibrato, altera anche gli ormoni necessari per le fasi del ciclo del capello: anagen, catagen e telogen.
Ma c’è di più. Un microbiota sano non solo migliora la digestione, ma consente all’organismo di assorbire correttamente ferro, zinco e biotina — nutrienti essenziali per il follicolo. Senza questi micronutrienti chiave, il follicolo fatica a produrre capelli forti e sani.
Un esempio concreto che uso spesso in aula: immaginate di mettere benzina di qualità in un motore con il filtro otturato. Tutta la benzina del mondo non servirà a nulla se il filtro non funziona. L’intestino è quel filtro. Se è compromesso, non importa quanti integratori si assumono: l’assorbimento sarà sempre deficitario.
Cosa sono gli alimenti fermentati e perché sono diversi
La fermentazione è un processo antichissimo. Prima dei frigoriferi, l’umanità conservava gli alimenti lasciandoli fermentare: crauti in Germania, kimchi in Corea, miso in Giappone, kefir nel Caucaso. Quello che allora era pura necessità, oggi si rivela una straordinaria risorsa nutrizionale.
Quando un alimento fermenta, si creano nuove molecole — i cosiddetti metaboliti — che nell’alimento di partenza non esistevano. Nel caso del kefir, per esempio, la fermentazione del latte porta alla formazione di piccoli peptidi e acidi grassi a catena corta, composti che svolgono funzioni benefiche per l’intestino e per il metabolismo: è un vero arricchimento della matrice iniziale.
Tra i benefici documentati degli alimenti fermentati figura la produzione di metaboliti utili come acido butirrico, vitamine del gruppo B, vitamina K2 e composti bioattivi con azione antinfiammatoria.
Questi metaboliti non raggiungono solo l’intestino: attraverso il circolo sanguigno, arrivano ai tessuti periferici — incluso il cuoio capelluto.
I protagonisti: un giro del mondo nei fermentati
Kefir (Caucaso)
Il kefir supera lo yogurt tradizionale per la sua ricchezza microbica, contenendo fino a 61 ceppi probiotici diversi, capaci di supportare sia la guarigione intestinale che la salute del cuoio capelluto. È la scelta ideale per chi vuole iniziare ad avvicinarsi ai fermentati: reperibile, versatile, adatto anche a chi ha difficoltà a digerire il lattosio convenzionale.
Kimchi (Corea)
Il kimchi, grazie alla presenza del Lactobacillus plantarum, favorisce una digestione regolare e aiuta a tenere sotto controllo i livelli di zucchero e colesterolo nel sangue. È anche una fonte naturale di vitamina C e antiossidanti, che aiutano a contrastare l’infiammazione. Ricordiamo che l’infiammazione cronica di basso grado è uno dei principali nemici del follicolo pilifero.
Miso (Giappone)
Il miso è ricco di proteine vegetali, vitamine del gruppo B, zinco, rame e manganese — tutti micronutrienti utili per il sistema nervoso e la produzione di energia cellulare. Zinco e vitamine del gruppo B sono nutrienti direttamente correlati alla crescita del fusto del capello.
Crauti (Europa Centrale)
I crauti contengono Lactobacillus plantarum, vitamina K e vitamina C, con proprietà antiossidanti e immunostimolanti. Sono tra i fermentati più semplici da integrare in tavola.
Kombucha (Asia Orientale)
Bevanda fermentata a base di tè, ricca di acidi organici e antiossidanti. Kombucha è il risultato di una fermentazione mista in cui batteri e lieviti collaborano producendo composti bioattivi capaci di sostenere un microbiota più vario e resiliente.
Il meccanismo che collega l’intestino al follicolo
Come arrivano esattamente i benefici dei fermentati al follicolo? Il percorso principale passa attraverso i cosiddetti acidi grassi a catena corta (SCFA) — in particolare il butirrato — prodotti dai batteri intestinali quando fermentano le fibre alimentari e i composti dei cibi fermentati.
Gli SCFA prodotti da batteri come Bacteroides, Bifidobacterium e Lactobacillus attraverso la fermentazione di polisaccaridi non digeriti possono migliorare la funzione di barriera dell’epitelio intestinale, ridurre la permeabilità della barriera intestinale e interagire con i recettori cutanei per influenzare o modificare i batteri commensali dermici.
Tradotto: un intestino ben nutrito di fermentati produce molecole che consolidano la sua stessa barriera, riducono l’infiammazione sistemica e inviano segnali positivi anche al cuoio capelluto.
Cosa dice la ricerca clinica
Una meta-analisi pubblicata su Heliyon (ScienceDirect, 2024) ha analizzato studi clinici e preclinici sull’effetto dei probiotici sulla crescita del capello: i risultati hanno mostrato un effetto statisticamente significativo sulla crescita dei capelli misurata attraverso lo spessore del fusto, con studi preclinici che hanno documentato un aumento del numero di follicoli e dei fattori di crescita vascolari (VEGF).
Uno studio clinico taiwanese su Lactiplantibacillus plantarum TCI999 — un ceppo isolato da latte fermentato — ha reclutato 50 soggetti divisi in gruppo placebo e gruppo trattato. Dopo 12 settimane di integrazione, il gruppo trattato ha mostrato stimolazione della crescita del capello e inibizione della caduta, con un miglioramento parallelo del microbioma intestinale.
Fonte: Lin et al., Lactiplantibacillus plantarum TCI999 Probiotic Promoted Hair Growth and Regulated Gut Microbiome, Longdom Publishing, 2022. Consultabile su: https://www.longdom.org/open-access/emlactiplantibacillus-plantarumem-tci999-probiotic-promoted-hair-growth-and-regulated-gut-microbiome-doubleblind-placebocontrolled-94469.html
Un approccio pratico: come integrare i fermentati nella quotidianità
Non serve stravolgere l’alimentazione. La chiave è la costanza e la varietà. Ecco alcune indicazioni operative, che utilizzo anche nella mia pratica formativa:
Al mattino — una tazza di kefir o uno yogurt con fermenti vivi attivi (attenzione: molti yogurt commerciali sono pastorizzati dopo la fermentazione e perdono i batteri vivi; verificare in etichetta la dicitura “fermenti lattici vivi”).
A pranzo o cena — un cucchiaio di crauti o kimchi come accompagnamento. Non cotti: il calore sopra i 40°C uccide i microrganismi benefici.
Come brodo caldo — una tazza di brodo di miso (non bollente) nel pomeriggio o come antipasto serale, ricca di enzimi e minerali.
Come bevanda — kombucha artigianale o di qualità certificata, in sostituzione occasionale delle bevande zuccherate.
Una nota di onestà scientifica
La ricerca sull’asse intestino-cuoio capelluto è promettente ma ancora in evoluzione. Nonostante i risultati incoraggianti, le evidenze sull’effetto dei probiotici sulla crescita del capello sono ancora limitate e richiedono ulteriori studi per determinare l’efficacia precisa e i meccanismi d’azione.
Questo non significa che l’approccio sia privo di fondamento: significa che siamo di fronte a una frontiera scientifica aperta, e che il tricologocosmetic ha il dovere di accompagnare il cliente con informazioni accurate, senza promesse eccessive.
Gli alimenti fermentati non sostituiscono una diagnosi tricologica. Ma sono un pezzo autentico e documentato di un approccio integrato alla salute del capello — un approccio che guarda l’individuo nella sua totalità, non solo al cuoio capelluto come struttura isolata.
In sintesi
Il follicolo pilifero non vive in un vuoto. È connesso al resto dell’organismo attraverso il sistema immunitario, il circolo sanguigno, gli ormoni e — come sta emergendo con chiarezza — il microbiota intestinale. Gli alimenti fermentati, consumati con regolarità e varietà, contribuiscono a mantenere questo ecosistema in equilibrio: migliorano l’assorbimento dei nutrienti essenziali, riducono l’infiammazione sistemica e producono molecole che dialogano direttamente con i tessuti del cuoio capelluto.
Una zuppa di miso, un bicchiere di kefir, un cucchiaio di kimchi: gesti semplici, antichi, che la scienza sta oggi riscoprendo con occhi nuovi.
Elena Pozzan è formatrice specializzata in tricologia cosmetica integrata e olistica, fondatrice dell’Accademia di Tricologia.
Fonti principali:
- De Pessemier et al., Gut–Skin Axis: Current Knowledge of the Interrelationship between Microbial Dysbiosis and Skin Conditions, Microorganisms, 2021 — https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7916842/
- Lin et al., Lactiplantibacillus plantarum TCI999 Probiotic Promoted Hair Growth, Longdom Publishing, 2022 — https://www.longdom.org/open-access/emlactiplantibacillus-plantarumem-tci999-probiotic-promoted-hair-growth-and-regulated-gut-microbiome-doubleblind-placebocontrolled-94469.html
- Guo et al., Gut microbiome, metabolome and alopecia areata, Frontiers in Microbiology, 2023 — https://www.frontiersin.org/journals/microbiology/articles/10.3389/fmicb.2023.1281660/full
- Xia et al., Efficacy of probiotics in hair growth and dandruff control: A systematic review and meta-analysis, Heliyon/ScienceDirect, 2024 — https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2405844024055701
- Boo et al., Exploring clues pointing toward the existence of a brain-gut microbiota-hair follicle axis, Journal of Cosmetic Dermatology, 2023 — https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S2452318623000326

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Sono Elena Pozzan, Formatrice e Fondatrice di Accademia di Tricologia…
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